Disturbo Specifico di Apprendimento DSA
• dislessia: disturbo di lettura;
• disortografia: difficoltà a rispettare le regole grammaticali;
• disgrafia: difficoltà a produrre una grafia decifrabile;
• discalculia: disturbo di elaborazione dei numeri e del calcolo.
Tali disturbi possono interferire anche su competenze di livello superiore come l'organizzazione mentale e il ragionamento astratto. E' un disturbo che inevitabilmente può provocare qualche problema nel rendimento di ogni disciplina scolastica data l' influenza che queste abilità rivestono nel processo di apprendimento. Il legislatore è quindi intervenuto prevedendo una serie di strumenti compensativi e dispensativi che permettono allo studente pari opportunità di apprendimento e di partecipazione scolastica (ricordiamo che gli alunni con DSA non hanno l'insegnante di sostegno).
I DSA non vanno confusi con le difficoltà di apprendimento generate da cause diverse: handicap, ritardo mentale, disturbi emotivi, svantaggi socio-culturali, demotivazione, ecc. Nella diagnosi clinica è considerato "evolutivo" per sottolineare la grande variabilità del disturbo in relazione alle diverse età ed alle diverse fasi di acquisizione delle competenze. Si ribadisce cioè che si è di fronte ad un quadro estremamente "mobile", variabile da persona a persona ma anche nella stessa persona in diverse condizioni ed in diverse età.
A causa della scarsa conoscenza generale dei loro problemi, le persone con DSA vengono spesso considerate pigre, trascurate. Da questo tipo di "visione" sociale possono derivare problemi di costruzione dell'identità, con forte senso di disistima e demotivazione, ansia e talvolta depressione dovute all'incomprensione o alle beffe degli altri. Di conseguenza l'azione della scuola è sollecitata anche in termini di corretta costruzione delle relazioni interpersonali, del rispetto di tutte le differenze, di integrazione culturale e sociale, della dignità e del rispetto di ciascuna persona, di vigilanza su comportamenti ed atteggiamenti aggressivi, derisori, di emarginazione.
Va inoltre sottolineato che la ripetuta esperienza di insuccesso scolastico che gli allievi con DSA sperimentano costituisce di per sé un elemento demotivante nei confronti dell'attività scolastica e "destrutturante" in termini di identità personale. E' quindi fondamentale che le scuole realizzino attività che permettano agli alunni in difficoltà di sperimentare il successo in ambito scolastico, apportando alle modalità di insegnamento quegli adattamenti che le rendano accessibili alle diverse modalità di apprendimento.
A fronte di una segnalazione specialistica di Disturbo Evolutivo Specifico di Apprendimento è dovere delle scuole e degli insegnanti redigere un Piano Didattico Personalizzato dell'allievo, che è la trasformazione in atto concreto del suo diritto a ricevere il tipo di istruzione adatto alle proprie specifiche condizioni. Le scuole devono in tal senso valersi delle indicazioni fornite dalla famiglia unitamente alla segnalazione specialistica, che deve contenere le informazioni necessarie al lavoro scolastico. Pur essendo "evolutivi", cioè soggetti a cambiamento nel corso del tempo, ed in taluni casi anche passibili di attenuazione, i DSA accompagnano comunque la persona nel corso di tutta la propria vita. Pertanto è fondamentale che la persona stessa diventi parte attiva nella costruzione dei propri percorsi di apprendimento, nell'individuazione delle proprie particolari difficoltà e nella strutturazione delle modalità più efficaci per farvi fronte. E' quindi necessario che vengano attivati percorsi di consapevolezza del proprio "funzionamento", in termini di meta apprendimento; essi cioè devono imparare a imparare. Gli allievi con DSA, come ogni altra persona, hanno bisogno di prendere in mano il proprio destino e imparare a controllarlo e a dominarlo.
