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INTEGRAZIONE ALUNNI STRANIERI E EDUCAZIONE INTERCULTURALE NEL RISPETTO DELLE LINEE GUIDA DEL MIUR

Dato l’alto numero di alunni stranieri, anche di seconda generazione, presenti nei tre istituti, si è reso necessario nominare un referente per l’intercultura, con i seguenti compiti:

  • coordinare le attività a sostegno degli alunni stranieri e delle loro famiglie;
  • tenere i contati con le istituzioni locali, specialmente con il CREMI (Centro ricerche educazione e mediazione interculturale);
  • proporre strategie per facilitare l’inserimento e l’integrazione degli alunni stranieri;
  • dare indicazioni in merito al Protocollo di accoglienza che l’omonima Commissione provvede a rivedere all’inizio di ogni anno scolastico.

 

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA

Il Protocollo di accoglienza è uno strumento aperto, che viene integrato e rivisto in base alle esperienze, alla riflessione sulle esperienze, alla situazione del contesto scolastico di cui è espressione.

Scopi del Protocollo

  • Definire una prassi condivisa, all’interno degli Istituti, in tema di accoglienza di alunni figli di immigrati 
  • Facilitare l’ingresso di soggetti appartenenti ad altre nazionalità nel nostro sistema scolastico e sociale 
  • Ridurre il grado di vulnerabilità degli alunni rispetto alla crisi di adattamento al nuovo contesto 
  • Favorire un clima di accoglienza scolastica e sociale che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione 
  • Costruire un contesto favorevole all’incontro con le culture e con le “storie” di ogni individuo 
  • Promuovere un circuito comunicativo fra scuola e territorio per trattare i temi dell’integrazione e della società multietnica, nell’ottica di un sistema formativo integrato 

Nel Protocollo si individuano fondamentalmente quattro fasi:

  • amministrativa-burocratica (iscrizione)
  • comunicativo-relazionale (conoscenza)
  • educativo-didattica (assegnazione alla classe, accoglienza, educazione interculturale, insegnamento dell’Italiano L2),
  • sociale (rapporti con il territorio).

 

ISCRIZIONE

Un addetto di segreteria (auspicabilmente sempre lo stesso)

  • Iscrive i minori
  • Raccoglie la documentazione relativa alla precedente scolarità (o chiede l’autocertificazione)
  • Acquisisce l’opzione se avvalersi o meno della religione cattolica
  • Avvisa tempestivamente il docente referente per l’intercultura e gli insegnanti della commissione accoglienza
  • Invita i genitori ed il ragazzo al primo colloquio

 

LA PRIMA CONOSCENZA 

Colloquio con la famiglia

Un docente della Commissione Accoglienza, meglio se alla presenza di un mediatore linguistico-culturale :

  • Effettua tempestivamente un colloquio con la famiglia e con lo studente
  • Raccoglie una serie di informazioni sul ragazzo, sul suo percorso scolastico pregresso
  • Compila una essenziale biografia dell’alunno con tutti i dati utili da condividere con gli insegnanti della classe
  • Può offrire copia del materiale illustrativo della scuola in Italia tradotto in più lingue
  • Convoca la Commissione Accoglienza

 

Incontro con l’alunno

  • Svolgimento di prove per verificare il livello delle conoscenze e delle competenze generali in particolare linguistiche e logico-matematiche
  • Osservazione di aspetti relazionali e sociali

 

FASE EDUCATIVO-DIDATTICA

La Commissione dopo aver convocato anche i referenti delle possibili classi di appartenenza

  1. propone la classe e la sezione tenendo conto dei seguenti criteri:
  • prevalentemente dell’età anagrafica
  • dell’accertamento delle abilità e competenze
  • del titolo di studio eventualmente già posseduto dall’alunno
  • delle disposizioni normative DPR,394/99,all’articolo 45
  1. fornisce al docente coordinatore i primi dati raccolti e il materiale didattico che ritiene utile alla prima accoglienza

I docenti della classe coinvolta predispongono e facilitano l’inserimento nella classe del neo arrivato:

  • prestano attenzione al clima relazionale
  • nelle prime fasi dell’inserimento nella classe rilevano i bisogni formativi dell’alunno, al fine di costruire un percorso personalizzato
  • valutano l’opportunità di avvalersi della collaborazione di mediatori culturali
  • programmano percorsi di L2 con personale specializzato
  • individuano gli obiettivi essenziali per ciascuna disciplina e nel momento della valutazione adottano criteri che tengano conto delle oggettive difficoltà costituite dall’apprendimento della lingua italiana per favorire nell’alunno la motivazione alla prosecuzione degli studi ed il suo successo formativo.
 

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